La morte del “Re d’Israele” ha colto di sorpresa tutti, in maniera
diversa a seconda della propria fede, nazionalità e schieramento politico. Ecco
cosa ne penso.
La morte di Ariel Sharon, sopraggiunta un paio di giorni
fa dopo otto anni di coma, è una di quelle notizie che mi stuzzicano tanto, ma
che mi preoccupa trattare. Soprattutto a causa del delicato e complesso mondo all'interno del quale tale informazione è inserita. Tuttavia dopo aver letto
molti stati su diversi social network ho deciso di spingermi oltre il semplice
commento. C’era chi applaudiva la dipartita dell’anziano leader e chi invece si
rattristava al solo pensiero che il Re d’Israele, come veniva chiamato, non ci
fosse più. Fino a qui nulla di straordinario.




